SINODO 1: CHE COSA NON E’

SINODO 1: CHE COSA NON E’

“Tutte le ragioni. Tutte le opinioni”. Lo riconosciamo, è lo slogan pubblicitario di un format televisivo che – a mio parere – non ha mai portato da nessuna parte. O, forse, solo lontano dalla chiarezza. L’incalzare di domande, risposte, reazioni, interruzioni, riprese, interviste… senza uno spazio di vero ascolto, senza un tempo per accogliere il vissuto, più che le parole dette e a volte urlate (perchè il proprio punto di vista è “sempre” quello giusto), ragioni e opinioni confondono e non aiutano a costruire.

Il cammino sinodale attuale non è il primo e nemmeno sarà l’ultimo. Ma… che ne è stato di quelli precedenti? Che ne è stato – per esempio – del Sinodo sulla famiglia? Lo sapevate che questo – 19 marzo 2021 / 26 giugno 2022  – è l’anno dedicato all’esortazione apostolica “Amoris Laetitia”, a 5 anni dalla sua pubblicazione (frutto del relativo Sinodo sulla famiglia)? Mah…

Il Sinodo che si è aperto nei giorni scorsi, avrà come contenuto essenziale… sé stesso: “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione” è il titolo della XVI assemblea ordinaria dei Vescovi che ne da l’avvio.

Il Sinodo «non è una convention ecclesiale, un convegno di studio, un congresso politico, un parlamento; non è un’indagine sulle opinioni, né un gruppo di studio con interventi colti ma astratti sui problemi veri che ci interpellano; non è un evento straordinario ma di facciata». Sono alcune delle parole che Papa Francesco ha rivolto ai partecipanti alla celebrazione di avvio del percorso sinodale.

Che cosa è allora il Sinodo, e in particolare, “questo” che ci apprestiamo a vivere? «Noi, comunità cristiana, incarniamo lo stile di Dio, che cammina nella storia e condivide le vicende dell’umanità? Siamo disposti all’avventura del cammino o, timorosi delle incognite, preferiamo rifugiarci nelle scuse del “non serve” e del “si è sempre fatto così”». Domande interessanti ed essenziali, che illuminano non poco il cammino che ci attende. E lo stile – peraltro non nuovo nel papato di Francesco – dell’ascolto “attivo” (un costrutto della psicologia positiva), diventa il metodo direi quasi unico di questo itinerario di discernimento ecclesiale. 

«Come stiamo con l’ascolto? – afferma ancora il Papa – Come va l’udito del nostro cuore? Permettiamo alle persone di esprimersi, di camminare nella fede anche se hanno percorsi di vita difficili, di contribuire alla vita della comunità senza essere ostacolate, rifiutate o giudicate?». Veniamo da decenni nei quali la vita ecclesiale delle nostre comunità parrocchiale è sempre stata proiettata sul “fare” qualcosa, da diventare oggi pericolose derive. 

Una prova è nel cammino di Iniziazione Cristiana (a titolo solo d’esempio). Siamo preoccupati dei numeri, della partecipazione all’Eucarestia festiva, delle presenze al catechismo “per poter fare la Comunione o la Cresima”… ma non siamo ancora abili nell’esercizio creativo di immaginare (almeno solo immaginare, perché la prassi deve avere l’imprimatur diocesano) cammini differenti. Se ne parla da anni ma… perché non sganciare il cammino dalle classi scolastiche? Ciascuno inizia quando vuole e percorre i 4 anni previsti dalla Chiesa Diocesana per l’Iniziazione Cristiana. Forse non abbiamo gli strumenti, non ci sentiamo all’altezza di un compito così arduo perché chiede un diverso coinvolgimento di più forze, non solo quella preziosissima dei catechisti… 

«Fare Sinodo è porsi sulla stessa via del Verbo fatto uomo: è seguire le sue tracce, ascoltando la sua Parola insieme alle parole degli altri. È scoprire con stupore che lo Spirito Santo soffia in modo sempre sorprendente, per suggerire percorsi e linguaggi nuovi. È un esercizio lento, forse faticoso, per imparare ad ascoltarci a vicenda – vescovi, preti, religiosi e laici – evitando risposte artificiali e superficiali, risposte pret-à-porter. Lo Spirito ci chiede di metterci in ascolto delle domande, degli affanni, delle speranze di ogni Chiesa, di ogni popolo e nazione. E anche in ascolto del mondo, delle sfide e dei cambiamenti che ci mette davanti. Non insonorizziamo il cuore, non blindiamoci dentro le nostre certezze. Ascoltiamoci».

Non riuscirei a trovare una conclusione diversa a questo articolo…

Pubblicato il 19 Ottobre 2021