IL S. ROSARIO

IL S. ROSARIO

Una via del paese, vicolo Orti. Il suono delle campane, puntuale alle 20,30. Un registratore, per la verità non di quelli recentissimi ma ottimo per la sua funzione ”karaoke”, compreso il microfono. Un cellulare, dal quale far sentire il canto mariano. Alcuni abitanti del vicolo alla finestra o sull’uscio di casa, rigorosamente con mascherina e a distanza. La semplice volontà di pregare (anche dopo una complica e sfortunata partita alla PlayStation, passatempo innocuo tra fratelli).

Sono i preziosi ed essenziali ingredienti per favorire la tanto desiderata relazione che ci manca da tempo. Non siamo ammassati, non siamo in piazza, non siamo al centro commerciale, non siamo neppure in chiesa o all’oratorio: siamo a casa nostra, ma non solo perché è la via nella quale abitiamo. La ”nostra casa” è la nostra identità spirituale, cristiana, che affida e si fida. Di Dio che in Gesù si è fatto vivo, e di Maria, una giovane donna che nella sua semplicità – a prescindere dalle apparizioni – ha catturato il cuore di tutti. E questo accade attraverso la preghiera quotidiana, ripetuta anche più volte al giorno, del S. Rosario.

Il Santo Rosario è una preghiera semplice

La più semplice che ci sia. E’ la prima preghiera che la nonna insegna ai nipoti. Dopo la parola ”mamma” – “papà” ai piccoli si insegna la preghiera dell’ ”Ave Maria” (il ”Padre Nostro” è già più complicata da memorizzare).

E’ semplice nelle parole. Sono quelle dell’Angelo Gabriele, ”Ave Maria, piena di grazia. Il Signore è con te”, alle quali seguono quelle di Elisabetta ”Tu sei la benedetta fra tutte le donne”, professione di fede scaturita dall’incontro di due figli ancora in grembo alle madri.

E’ semplice nei contenuti. Non bisogna pensarci troppo, non è necessario leggerla perché si impara a memoria facilmente, non ci vuole una laurea particolare per comprenderla. Una volta imparata, è come andare in bicicletta: non la si scorda più, perché si appiccica alla nostra vita così bene che diventa indelebilmente la preghiera di tutti. Parla di Maria, di un annuncio di Gioia, di un incontro esultante. E parla anche di noi perché tutti desideriamo la potente preghiera di intercessione di Maria, ”adesso e nell’ora della nostra morte”.

Il Santo Rosario è una preghiera popolare

E’ ”del popolo”. Quando non sappiamo cosa dire, quando l’età ci impedisce di leggere i testi delle preghiere più altisonanti, quando il tempo, anche per le notti insonni, non passa mai, ecco che la preghiera del S. Rosario ci soccorre. In effetti fino agli anni ’60, quando la celebrazione della Messa era ancora in lingua latina e nessuno capiva che cosa si celava dietro quelle incomprensibili parole, si andava a Messa con in mano la ”corona” e per tutto il tempo – predica compresa – si recitava il Rosario.

E’ una preghiera popolare perché ci tratta tutti allo stesso livello. Non crea differenze, non prevede deferenze specifiche al celebrante, non ha bisogno della ”gerarchia” ecclesiastica per essere vissuta. Quando recitiamo il Rosario tutti siamo sullo stesso piano, piccoli e grandi, giovani e anziani, preti e Vescovi… anche il Papa è al nostro stesso livello (o noi al suo, il risultato non cambia).

Il Santo Rosario è una preghiera cristiana

Parla di Gesù. Per quanto la ripetitività della preghiera invoca Maria e la sua semplice materna intercessione, contempliamo i misteri della vita di Gesù. A partire dalla sua nascita (misteri gaudiosi, della gioia) attraversiamo la sua vita pubblica dal battesimo all’Eucaristia (misteri della luce) per fare memoria della sua Passione e morte (misteri dolorosi) fino a giungere – guai a dimenticarli – alla resurrezione (misteri gloriosi, della gloria).

Gesù è il protagonista di questa semplice e popolare preghiera, non quanto a formule (non ci rivolgiamo a lui con le parole) bensì quanto alla contemplazione della sua vita e delle tappe fondamentali che l’anno contraddistinta. Quando iniziamo la ”decina” dicendo ””Nel primo mistero, contempliamo…” la nostra attenzione non deve fermarsi sul ”mistero” (ciò di cui non si può parlare, ciò di cui non si conosce) bensì sull’atto di ”contemplare”. Gesù di Nazaret è Dio e non può essere solo studiato, indagato, dimostrato. Va contemplato. Per questo il Rosario è chiamato il Vangelo dei poveri, perché permette anche agli analfabeti di meditare sui misteri della vita di Gesù senza bisogno di leggere.

 

Ogni sera suoneranno le campane. Ogni sera, per tutto il mese di maggio, da soli o in famiglia, con il karaoke o senza, dalla finestra o dall’uscio di casa, seduti davanti alla statuetta della Madonna o comodamente sul divano di casa (ma non sdraiati…), ciascuno potrà in profondità pregare con le parole più semplici che ci sono state consegnate. Parole di un annuncio. Parole di Vangelo.

 

Ogni sera, alle 20,30, il suono delle campane ci inviterà a pregare insieme il S. Rosario. In qualunque luogo, da soli o in famiglia, la nostra comunità prega Maria, su invito del Santo Padre. 

 

QUI PUOI SCARICARE IL TESTO DELLE PREGHIERE (disponibile anche in chiesa)

 

Pubblicato il 30 Aprile 2020