ECONOMIA DEL FUTURO

ECONOMIA DEL FUTURO

Rev. confratelli, in merito agli scenari tristemente conosciuti da tutti nel mercato delle utenze, la prospettiva per il prossimo inverno non sarà semplice e sarà necessaria una condivisione anche con le vostre comunità. Non credo la soluzione possa essere quella di una maggior partecipazione economica dei fedeli, ma si dovranno prendere decisioni austere che ci aiutino ad uscire da un periodo (auspicabilmente breve) così difficile anche economicamente.

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La mail ricevuta dalla Curia di Milano accompagna una lettera del GAD, Gruppo Acquisti Diocesi di Milano, un ente che per conto delle parrocchie e da esse autorizzato giuridicamente, individua il mercato delle utenze più favorevole, potendo contare su un volume economico rilevante, per complessive 1.200 parrocchie (anche se non tutte hanno sottoscritto l’accordo). Noi abbiamo aderito a questo Gruppo Acquisti e nel bilancio del 2021 abbiamo risparmiato il 25% circa rispetto all’anno precedente, forse anche complice qualche periodo di sospensione dalle attività, soprattutto nei primi mesi freddi dell’anno. 

Nella lettera si prospetta lo scenario futuro, indicato dall’immagine che segue. Pur trattandosi di ”proiezioni”, quindi con tutte le riserve del caso, risulta evidente che l’aspettativa per i prossimi mesi raffigura uno scenario 2022 e 2023 in deciso rialzo rispetto all’inizio del 2022 che già si è dimostrato economicamente complesso. E questo scenario è rappresentato da tre tabelle che raffigurano l’andamento del mercato energia (PUN) consolidata del mese di giugno 2021 al giugno 2022 e gli scenari a confronto da gennaio a dicembre per le annualità 2022 – 2023 – 2024.

Non entro nel merito dei dati tecnici e previsionali ma voglio richiamare alcune di quelle parole di accompagnamento dei dati ricevuti.

Anzitutto ”la prospettiva è la condivisione”. Individueremo con i vari Consigli e con tutti i collaboratori che lo vorranno, quali ambiti e quali strutture dovranno essere coinvolti in questo ”risparmio”. Ad esempio, per un risparmio sull’energia le diverse luci notturne (oratorio, campanile, parrocchia) dovranno essere spente. Oppure l’accensione delle luci della chiesa, per le celebrazioni, verranno effettuate pochi istanti prima del loro inizio. Per quanto riguarda il riscaldamento, l’uscita più consistente a riguardo delle utenze, andranno valutati con più attenzione i tempi di accensione e spegnimento degli impianti, nonché un diverso range della temperatura, in oratorio come in parrocchia e negli appartamenti. Un altro ambito è un’attenzione verso il ”risparmio” rispetto ai beni di consumo. 

Tutto questo perché ”la soluzione non è una maggior partecipazione economica dei fedeli”. Tutti dovremo affrontare un periodo complesso a livello economico e a tutti deve essere garantita la possibilità di far fronte alle necessità. Ricordiamo altresì che la parrocchia, attraverso la Caritas Parrocchiale, continua a sostenere famiglie che hanno necessità primarie e in questa prospettiva è plausibile che le richieste aumenteranno. E’ un sentiero che va necessariamente percorso, non solo per non chiedere sempre offerte straordinarie (valorizzeremo le occasioni ordinarie, come le feste della comunità) ma altresì perché abbiamo ancora alcuni ”debiti” ancora da pagare, riguardo al restauro delle facciate e, come avete visto recentemente in chiesa (il ponteggio all’altare di S. Stefano), alcuni imprevisti ci impegnano ulteriormente.

Ci proviamo, ce la mettiamo tutta. Ogni luce spenta, anche per pochi minuti, è come un offerta ricevuta. Ogni offerta ricevuta, piccola o grande che sia, contribuisce ”goccia dopo goccia” a sostenere il compito della parrocchia, sia esso amministrativo ma soprattutto quello che gli è proprio: celebrare la fede. 

Pubblicato il 29 Agosto 2022