LA CENA POVERA

LA CENA POVERA

Come consuetudine, in Quaresima uno dei gesti che vengono proposti per la nostra vita spirituale, è la carità.

Il riferimento è al testo biblico profetico di Isaia (58,4-8):

Non digiunate più come fate oggi,
così da fare udire in alto il vostro chiasso.
5 È forse come questo il digiuno che bramo,
il giorno in cui l’uomo si mortifica?
Piegare come un giunco il proprio capo,
usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno
e giorno gradito al Signore?
6 Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique,
togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
7 Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne?
8 Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.

Quest’anno, l’offerta per il Sud Sudan (trovate le notizio nell’articolo in home page) può essere tratta dalla cena povera che ciascuno potrà fare in famiglia: un pugno di riso (circa 40-50 grammi) o un pane e un bicchiere d’acqua sostituiscono la cena e ciò che si è risparmiato (ciascuno quantificherà come meglio crede, anche simbolicamente) può essere destinato all’opera di carità proposta.

In chiesa, davanti al battistero, la cassetta di sicurezza è adibita a questa raccolta.

Pubblicato il 6 Marzo 2021