RIVELAZIONE

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Parole… tante! Scritte o acclamate, parlate o cantate, sottovoce o urlate… E ancora… italiane o straniere, locali o dialettali… Quante ne diciamo, leggiamo o scriviamo. E forse ci dimentichiamo che le parole sono importanti perché veicolano un significato, indicano una direzione, esprimono – o dovrebbero esprimere! – con sufficiente chiarezza il cuore di colui che le proferisce.

Ad ogni parola va sempre premessa una intenzione: che cosa voglio comunicare con quello che sto per dire? A volte anche il silenzio è ”parola”…

Una breve introduzione per indicare che la Parola di Dio ha la stessa ragion d’essere ma, a differenza delle nostre, fragili e imperfette, esprime il volto di un Amante che le sa misurare, senza eccessi, senza secondi fini, senza giudizi, ma con l’unica intenzione di indicare la direzione della vita e la sua perdurante infinita voglia di amare.

 ”Lampada per i miei passi, Signore, è la tua Parola, luce sul mio cammino” (Salmo 119,105)

Il Cardinale Carlo Maria Martini, Arcivescovo di Milano dal 1980 al 2002, ci ha indicato le ragioni delle sue ”molte” parole: ”Questo discorso sulla dimensione contemplativa della vita si dirige a ogni uomo e donna che intenda condurre un’esistenza ordinata e sottrarsi a quella frattura tra lavoro e persona che minaccia oggi un poco tutti” (La dimensione contemplativa della vita, piano pastorale 1980). ”Addentrandosi nella contemplazione della parola di Dio; cogliendo nella storia sacra il mistero della volontà di Dio circa la storia umana; imbattendosi in una infinita varietà di situazioni umane illuminate e salvate dalla parola di Dio; immergendosi, soprattutto, nella meditazione della vita di Gesù, l’uomo incontra la forma pura e autentica della vita umana, quella che Dio stesso ha proposto come luminosa rivelazione di Se stesso” (In principio la Parola, piano pastorale 1981).

Dopo 40 anni, istituita da Papa Francesco nel 2019, celebriamo la ”Domenica della Parola di Dio”. Non vogliamo però solo accontentarci di una celebrazione per acquietare la coscienza, semplicemente per fare quello che ci dice il Papa (sic!). 

Se la Parola di Dio è interprete della nostra vita creaturale, se il tempo che ci è dato è un infinito processo di unificazione della nostra umana natura, corpo-mente-anima, se ci scopriamo strutturalmente aperti a desideri grandi (il frutto dello Spirito, secondo San Paolo, in Galati 5, 16.19-25) è necessario considerare e ritornare alla dimensione contemplativa della vita. Alla logica economica dell’esistenza che interpreta la vita solo come tempo di produzione, la logica evangelica ci invita alla gratuità: ogni momento e ogni evento ci riconduce alle origini della vita. Tutto ci è dato ”gratis” da Dio. E noi, riconoscenti, a Lui ci affidiamo nell’ascolto della sua Parola, consapevoli che ”Tu, Signore, ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te” (Sant’Agostino, Confessioni).

Vogliamo così offrire alcuni strumenti per ritornare alle ”origini”, per aiutarci in questo processo verso la quiete in Dio, fonte e culmine del nostro esistere.

La dimensione contemplativa della vita (collegamento)

Rileggiamo il testo del Card. Martini. E’ il suo primo Piano Pastorale offerto alla nostra Diocesi. Poche ma intense pagine nelle quali viene indicata la nostra natura contemplativa e la nostra connaturali con la Parola di Dio.

La preghiera della ”Lectio Divina – Lettura Divina delle Scritture (collegamento)

E’ un metodo di preghiera che ha pervaso la vita della chiesa, dalle origini Patristiche fino ai giorni nostri. In molti giovani degli anni dell’episcopato di Martini, ancora si ricordano la ”Scuola della Parola” predicata in Duomo e poi, per l’interminabile folla di giovani, nelle zone pastorali.

Il testo che qui riportiamo è dello stesso Martini, che con la sua spirituale sapienza ha saputo indicare questo metodo con semplicità e accessibilità.

Video ”LA BIBBIA NELLA MIA VITA”

Alcuni personaggi noti dello spettacolo e della televisione (Giacomo Poretti, Claudia Koll, Lorena Bianchetti) ci raccontano della loro esperienza di ascolto della Parola di Dio.

Alla fine di tutto questo percorso che potremmo chiamare ”formativo”, che ci indica l’essenzialità della Parola nella vita di ciascuno, tocca sempre a noi familiarizzare con essa, con la fiducia che porterà frutto se sarà abitata.

”Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme al seminatore e pane da mangiare, così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata” (Isaia 55,10-11)

Pubblicato il 23 Gennaio 2021